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Cosa vuol dire mangiar bene?

Mangiare bene VS “Go magnà ben”

di Stefano Enzo

Chi mi conosce sa quanto sia forte la mia passione per la cucina e quanto io ami scoprire e provare nuovi posti in cui degustare e condividere del buon cibo.

Da anni questo mio grande interesse per la buona tavola e per il buon vino influenza le mie scelte: sia in vacanza che nel mio tempo libero, mi piace sperimentare nuove proposte di ristorazione o andare alla ricerca di chef emergenti.

 

Ma cosa vuol dire veramente mangiare bene

Forse per i più significa seguire una dieta sana ed equilibrata?

Per altri, invece, sono essenziali le sensazioni che si provano boccone dopo boccone?

O forse è il riscoprire dopo tanti anni i piatti di una volta che si mangiavano la domenica a pranzo dai nonni?

E per quel che riguarda il vino? E’ inscindibile alla buona tavola, oppure può essere considerato a parte? Quanto influisce un’etichetta sapientemente abbinata ad una pietanza? E’ sempre meglio affidarsi alle etichette storiche, oppure è bello dare delle opportunità ai nuovi produttori?

Vini naturali o vini tradizionali?

 

Dal mio punto di vista, una componente importante per poter definire “go magnà ben” è l’atmosfera che genera un posto. Credo che questo concetto si possa collegare a due fattori:

  • Il primo è che, in quanto italiano, l’amore per la cucina è intrinseco;
  • Il secondo si collega agli insegnamenti tramandati dalla mia famiglia, fatta di persone cresciute tra mare, laguna e orti che consideravano un atto etico produrre cose genuine.

 

Pochi mesi fa ho dovuto rivedere il mio regime alimentare e le mie abitudini a seguito di un attacco di gotta, la cosiddetta malattia dei papi e dei Re. Questo percorso mi ha portato alla seguente riflessione: oggigiorno le cucine identificate come povere sono le più sane, saranno dunque le produzioni semplici a ricalcolare il posizionamento dei nuovi prodotti del lusso di domani?

Da anni ormai un numero sempre più elevato di produttori hanno puntato la loro rotta verso il biologico ed il naturale generando un’offerta che identifica il mangiare bene nel healthy food… ma è abbastanza? Ci basta questo per dire che abbiamo mangiato bene? Quanti produttori realmente seguono queste filosofie e per quanti è solo una strategia di marketing?

Da molti viene considerata una tendenza la presa di coscienza di chi valuta con attenzione la freschezza delle materie prime ed il rispetto verso i tempi biologici delle stesse.  Contrariamente, per me, grazie all’influenza delle mie origini, questa presa di coscienza è motivo di grande rispetto verso “l’onore della fatica”, ossia verso chi si impegna a trasmettere la propria passione per il naturale ed il biologico.

 

Quante domande potremmo porci al riguardo, ma onde evitare di ritrovarci di fronte ad un’enorme confusione e senza per forza dover andare a scavare fino alle radici delle origini dell’alimentazione, è meglio analizzare ciò che per ognuno di noi significa mangiar bene, senza dover per forza dare risposte troppo generalizzanti o influenzate dalle mode del momento. Dopotutto la nostra appartenenza geografica ci può influenzare fino ad un certo punto: fortunatamente viviamo in un periodo storico in cui la caduta delle frontiere ci ha permesso di poter mangiare del buon sushi senza per forza prendere un aereo fino a Tokyo né andare fino ad Hanoi per mangiare una gustosa zuppa vietnamese.

In conclusione, vi lascio la mia opinione su quella che è la buona tavola: è avere davanti un piatto preparato con cura e con materie prime genuine, magari poterlo mettere al centro del tavolo e condividerlo, provare gioia nel degustarlo e vivere il momento nella sua spontaneità, senza inutili formalismi che in questo momento della mia vita mi suscitano solo disagio. Ovviamente non deve mancare una Bottiglia di buon vino, preferibilmente condivisa con una interessante e appassionata compagnia!!!

 

Spero che questa lettura abbia fatto nascere in voi delle domande ed altrettante risposte su questo argomento tanto discusso e che possa generare nuovi termini di giudizio sulle vostre scelte prossime culinarie.

 

Buona ricerca!

Stefano Enzo
1 Comment
  • Francesco

    Buongiorno Stefano,
    Ho letto con piacere questo articolo è devo complimentarmi con te per il risultato.

    Dal mio punto di vista “il mangiar bene” è composto da una parte importante chiamata compagnia, che prende a braccetto L atmosfera del luogo in cui si sta consumando il cibo.

    A volte basta davvero poco per stare bene, la materia prima fa la sua parte, ma pensiamo a quando mangiamo da soli…

    Quindi ritengo di fondamentale importanza la location, le persone che condividono il tavolo con me, e materia prima di qualità. Magari conoscendone la provenienza si può apprezzare ancor di più il piatto.

    Non riesco a scordar le tradizioni, e le belle esperienze passate, utili a costruire i gusti.

    Per me “mangiar bene” vuol dire un buon piatto accompagnato da un buon vino, o a volte anche da birra. E in periodi caldi come questi, apprezzo molto la frutta a concludere.

    Luglio 6, 2019 at 12:35 pm Rispondi

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